domenica 14 febbraio 2016

L'uomo che vorrei



    Non so perché
agli uomini piace pensare che sappiano leggermi.
Due quesiti di carattere generale e...
...opa! siete tutte le donne uguali.
Lo vuoi dolce con le palle, vero?
Si....o con due palle dolci.
Giochiamo con le palle allora.
Sdolcinato, attaccato al telefono con me, non lo voglio.
Via tutti tesoro, amore, bambina, principessa, regina, unica.
Preferisco che mi chiami per nome.
Il mio nome sulla tua bocca deve vivere.
Evocare, affascinare, promettere, amare.
Il mio nome nella tua bocca deve danzare,
Leggero sulla punta della lingua
e, forte, riverberato in gola.
Mi deve sfiorare il cuore, farmi rabbrividire
come un tocco lieve sul fondo schiena.
La gelosia? No.
Sia umile la tua insicurezza.
Come l'attesa del bocciolo.Sorridi quando ti si offre
e quando è lontano prega
immerso nel profumo di un ricordo futuro.
No alla prepotenza, alla presunzione, alla competizione.
Tu con me devi cantare l'ottava,
la mia voce dolcemente adagiata sulla tua.
Si, al sogno.
Un sogno così:

Il sogno di una donna



Gabrielle G.





6 commenti:

Tomaso ha detto...

Veramente un dolce post, questo cara Gabrielle...
Complimenti con tutto il cuore.
Ciao e buon San Valentino cara amica.
Tomaso

Gabrielle G. ha detto...

Grazie Tomaso, un grande abbraccio ^__^

UIFPW08 ha detto...

I sogni, spesso si avverano, basto volerlo. Un abbraccio
Maurizio

Gabrielle G. ha detto...

Grazie della visita Maurizio. Lo so ed è bellissimo. Buon inizio settimana!

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Alcune tue espressioni suonano come musica nelle mie orecchie.
Non ho mai usato espressioni come amore, tesoro, gioia, principessa, regina et similia con nessuna delle poche donne -otto in tutto quelle veramente importanti- con cui ho avuto un rapporto d'amore. L'uso di queste parolagie è indizio di poca sincerità e di voler andare sul sicuro. Mi spiego: se stai con la tua donna e la chiami tesoro in quei momenti va sempre bene, ma se lei si chiamasse Gabrielle e tu, nell'estasi, te ne esci con una Luisa o Carla o come accidenti sia, hai fatto la frittata.
E poi si possono inventare nomi, per esempio M*****on, che passino bene, no?
Quindi il tuo voler sentire pronunciare il tuo bel nome è non solo un tuo diritto, ma un tuo piacere, che io non ti vorrei mai togliere.

Gabrielle G. ha detto...

Sei privilegiato sulla mia lista allora V.c ^__^
Questo piccolo artificio che tanti uomini e anche donne usano quando l'anima non la vogliono impegnare. Il nome ci rappresenta, ci identifica.
Un plauso a te V*c ^__^