martedì 13 giugno 2017

Professione Cliente_L'arte di comprare


Lettera rivolta al marketer aggressivo.

Caro Web Marketer,
Ti posso dire che mi sono stufata delle tue lettere persuasive?
Dei tuoi coinvolgimenti emotivi? Della tua premura per la grandezza delle mie tasche?
"...stufo dalla vita di m...a che fai? vita da dipendente...trasforma la tua passione in una fonte di guadagno..."


<<...per me, innanzitutto...>>


Esponi in maniera semplice e concisa quali informazioni hai da vendermi
e quali competenze potrò acquisire seguendo i tuoi insegnamenti.
Non ho tempo e ne voglia di leggere lunghe introduzioni
dove t’intrufoli nelle pieghe delle mie insicurezze,
negli angoli dove giace il mio desiderio di riscatto.

Tutta quella bontà che vanti quando mi proponi a prezzo stracciato
il tuo prodotto mi fa pensare che non mi consideri un tuo pari,
ma un deficiente che va accontentato nel suo piccolo narcisismo.
Ti ostini a convincermi che faccio l’affare comprando da te.

"...in tutto sono 3197 euro, ma  puoi avere questo meraviglioso prodotto a soli 777 euro"

<<La regola del sette, eh? Quant'è vero! un sette in più non guasta mai.>>


L'affare lo fai anche tu quando ti porgo i miei soldi.
Perché non hai il coraggio di propormi il tuo prodotto o servizio
al prezzo intero, quello che tu consideri di meritare?

Perché mi metti il timer? Mica il tuo prodotto digitale va a male.


"...soltanto oggi puoi avere tutto questo ben di Dio ad un prezzo speciale....hai ancora tre ore...."

<<E sbrigati a compra' che domani lancia il mio amico la stessa cosa, più o meno, ma lui chiede poco che è appena entrato in giro.>>


Perché mi stuzzichi con fantasiose destinazioni?
Cliché: un tizio con un Tablet di ultima generazione
in soave relax sulla spiaggia bianca.


Sorrido quando mi racconti che sei appena rientrato dalla Malta (o dalle Maldive o Tenerife) la tua attuale residenza; ogni tanto il nome esotico cambia.

"Mentre ti scrivo, guardo l'orizzonte azzurro in attesa dello yacht."


<<Dai, dai, che se va mi prendo il last minute per Formentera. Uffa! che caldo che fa! o, forse, sarebbe l'ora che comprassi il condizionatore.>>


T’immagino come una donnetta snob dell’alta società che ha bisogno di vantarsi con il suo status sociale per sentire d'esistere.
Quattro click sul computer e la tua realtà cambia, prometti.
Te ne accorgi, poi, che l'hai sparata grossa e correggi il tiro.

"Non pensare, però, che sarà facile o immediato. Per arrivare qui ho dovuto sudare..."

<<E come si suda d'estate in questa città!>>



Per contrastarti, ho capito che mi devo reinventare.
Da oggi ti propongo il mio corso:
L'ARTE DI COMPRARE
In arrivo, per tutti gli interessati, all'inizio di luglio. (Devo pensare ad una data magica.)




giovedì 9 febbraio 2017

Auguri cher ami!


           Splash !!! 
Hai preso le parole 
E imbrattato 
I muri della vita
Con armonie di racconti
Profonda, consistente
Energica, spiccata
Anima intelligente

TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO VIC!!!



mercoledì 16 novembre 2016

Il più desiderabile dei governi


Trump è l'esponente dell'America, quel posto dove la vita si guadagna in un gioco a massacro. Il sogno americano è essere straricchi per potersi rilassare. Lì non c'è copertura sociale per nulla, ne sanitaria, ne pensione di stato.
A me, l'elezione di Trump, ha fatto un effetto strano. Mi son detta: se questo qua è arrivato ad un livello così alto, ancora di più, io, voglio arrivare in cima ai miei sogni. Che non si basano su un milione di dollari, ma su un milione di come e di perché. La fatica di decifrare un mondo dove nulla vi è da considerare, trarne L'Amore, mi porterà all'apice del più desiderabile dei governi: Il Governo di Se.

Questa riflessione l'ho appena fatta in un commento sul blog di Vincenzo Iacoponi Malavisi.
Vic ha il dono di farmi scintillare il cervello. Da giorni e giorni stavo in pacata contemplazione delle mie perplessità. Perché mi sono sentita così elettrizzata nell'apprendere il risultato delle elezioni americane? Spassionatamente, avrei voluto vedere una donna alla Casa Bianca.
 Non ammiro Trump e non invidio gli americani per la loro scelta, ma un buon management insegna che lì dove vi sono metodo, soldi, risorse umane, materiali e mezzi gli obbiettivi si raggiungono.
Tra l'America profonda emergente e russi ben temprati, l'italiano appare flaccido e stordito, sospeso tra il passato del posto sicuro e il futuro sicuro senza posto.

In un folle, folle mondo, l'unica certezza la trovo dentro di me, nella mia forza di amare, nella mia ostinata volontà di tenere viva la creatività e la fantasia, perché gli occhi del cuore non dormono mai.

Gabrielle Gheorghe Grigorinco