giovedì 21 agosto 2014

La Cena


Mi sto strizzando il cervello... la parte di me che preferisco, come dichiaro sempre...
"Mah, ci sarebbe dell'altro da preferire." ribattono....
Comunque, dicevo, mi strizzo per ottenere almeno un goccio di comicità.
Impresa vana, senza speranza di risultato. Ho dei pensieri nitidi come l'acqua di stagno, lisci come quella linea sul monitor, alla fine...
Tutta colpa della profezia. Aleggia sovrastante una frenesia di stra-vivere, come  se dovesse arrivare domani il fatidico annullamento.
Al supermercato, mi lascio contaminare dalla bulimia generale e m'inoltro nel vergine territorio delle cose sfiziose.
Ho voglia di una cenetta con i fiocchi. Il retro-pensiero non tarda a farsi avanti, saprei io che fiocchetto mettere a questa cena...

E se invito  Lui? quel Dio sfuggente che padroneggia i miei sentimenti senza mai degnarmi di uno sguardo...




 Siiiiiii, ora è il momento!!!!!!   le nuvole si affacciano soltanto alle feste, la contessa d'Otranto è in viaggio e la luce di altre stelline deve ancora arrivare agli occhi suoi...
Se gli faccio, poi, accenno al menu, non potrà rifiutare: fogliette d'ulivo all'astice, somon fumeè e caviale, spruzzati da abbondante prosecco...e, per finire in dolcezza, uno sciropposa babà.
Detto-fatto. Mi accingo a preparare le delizie nel ritmo di una vellutata salsa e la mia mente sogna, progetta tutto nel minimo dettaglio. Lo voglio ammaliare, inebriare, sconvolgere e vado abbondante con le spezie (uno barattolino peperoncino) e con le annaffiature (una bottiglia rum, una bottiglietta profumo).
Eccoci qui. Sono in trepidante attesa, il cuore palpita come il lume della candela profumata posata al centro della tavola fasciata bordeaux. Spero che Il Guardiano valga la candela, mi è costata l'equivalente della bolletta d'energia per tre mesi.
Sono un confettino rosa-fucsia odorante di mare, rum e fragola...



 Sta arrivando il Fiocco.



Lo guardo e mi prende un colpo. E qui, finalmente, tra le mie mani...pronto ad essere disfatto e rifatto...
Prima di andare in estasi vi devo salutare. Vi racconterò tutto, vi farò sognare.
A dopo!  

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Come promesso, torno a raccontarvi La Cena.
 Lo guardo e mi prende un colpo.
 Sto per svenire e mi lascio andare tra le sue braccia. Dalle onde di tulle e organza mi arrivano due schiaffi che  mi commutano la piega appena fatta in groviglio stopposo.
"Bella mia, rimanda gli svenimenti, ora ho intenzione di cenare...."
Mi riprendo più per sorpresa che per dolore e cerco di recuperare la dignità entrando nella parte dell' anfitrione. 
Mentre preparo gli aperitivi mi scolo l'ultimo goccio di rum rimasto nella bottiglia. Sento il bisogno di qualcosa di forte. Quest'uomo (?!) è pura adrenalina. Come faccio a resistergli?
Con garbo di geisha lo faccio accomodare a tavola (che è una meraviglia, un capolavoro di raffinatezza) senza trovare il coraggio di guardarlo e cerco di distendere l'atmosfera.
" Caro, stai benissimo così, mi fai pensare a un onnagata in uno spettacolo di kabuki".
"Tu pensa a tappare i buchi  'nda panza  poi ci penso io  annacàriti."


Lascio al futuro la soluzione dell'enigmatica risposta ed inizio a portare le pietanze, meglio conquistare con i fatti. Vado con le fogliette d'ulivo.
 Il Fulcro dei miei pensieri si butta sopra con divorante appetito, mangia di gusto ed io sono felice, aspetto un suo apprezzamento...porello è troppo affamato, ingurgita senza respiro tra  mugugni che non so se son di piacere oppure......oddio, si ferma a guardarmi con un'evidente es oftalmia, boccheggiando come una murena cianotica.


 Gli salto addosso e lo stringo forte in girovita pressando en plesso (come ho imparato al pronto soccorso). Sul tardi si riprende con una tosse da bronco-pneumatico.....
Gli porgo la coppa di prosecco e faccio per togliere il piatto. 
"Aspetta" mi ferma. Dalla salsetta rosa delicato spunta qualcosa. come un'arcata... che raccoglie con cura, sciacqua con prosecco e mette in bocca. 
"Buona 'sta pasta, solo un tantino piccante" mi fa allargando uno splendente sorriso.
 Davanti mi si aprono cieli di felicità e non sento più le 15 ore di fatica. 
Passato il peggio, la cena prosegue in un crescendo di apprezzamenti ed effluvi...verso la dolce, inebriante babà, che, nella mia regia, immaginavo di servirla vestita con il kimono di seta fucsia.
Dal suo sguardo stralunato capisco che è arrivato il momento clou della serata.
Questo colpo finale lo conquisterà del tutto.
La candela era finita già da un po', lasciando l'aria fumosa e odorante di plastica.
Spengo le luci, trarne lo spot centrale, che illumina solo me.
Mi sento in imbarazzo, sarebbe per la prima volta nella vita mia...
Chiudo gli occhi, respiro profondamente...sto giocando con il cordoncino del vestito....


"....hrraaaaaaaaaa......hrrruuuuuuuuuuu....hrrraaaaaaaa......pfuuuuuuuu.........."
All'improvviso mi sento addosso una grande stanchezza....
Ma non lo posso lasciare così, con la faccia di babà impastato. 
"Tesoro, vieni, ti faccio dormire più comodo...."
".....hraaaaaaa....hruuuuruuuuurruuu....hraaaaa.....pfuuuuiiiiiiiiiiiiiiii....."
Non ci vedo piùùùùùùùùùùùùùù!!!!!!!!!!
Prendo il secchiello per lo champagne e glielo rovescio sulla testa.
Si alza di scatto, disperato e gocciolante, tra resti di ghiaccio non ancora sciolti. 
 " Un bagno, ho bisogno di un bagno"
"Te lo sto facendo......"
"Noooooooooooo, no, la doccia......"
" Aaaaaaaaaaaaaaaa....."


Gli sbatto dietro la porta del bagno, mi metto i tappi nelle orecchie, la mascherina sopra gli occhi,
m'infilo a letto, al resto ci penserò domani.





Post scritto per L'Angolo del sorriso, per ricordare i bei tempi.
Soledoro. 

12 commenti:

Tomaso ha detto...

Cara Gabrielle, tante volte è bello ricordare il passato peccato che ci rimane l'amaro in bocca.
Ciao e buon fine settimana cara amica.
Tomaso

gattonero ha detto...

Orribile!!!
Talmente orribile che scavalca il sottile confine tra il bello e il brutto comunemente intesi per diventare bellissimo.
Coinvolgente, commovente, appetitoso... non so se si può dire, arrapante.
Non sono d'accordo con Tomaso quando dice dei ricordi del passato: qui è un racconto di vita vissuta, al momento, e trasmesso in diretta.
P.S.: bentornata, a te e all'Ospite (quando si sveglierà, se lo farà, dagli i miei più cari saluti; l'estate torrida, sic, non lo ha cambiato).
Cia♥ a tutta la ghenga.

Cristiana Moro ha detto...

Chi si rivede!L'irragiungibile
Il Signore dei Fari
Cristiana

Gabrielle G. ha detto...

Tomasooooo!!!! Che piacere!
Eh, si, sto peccando di nostalgia. Ma i tempi possono sempre tornare a sorridere. Un abbraccione.

Gabrielle G. ha detto...

Gatto nero, sono felice di rivederti e tante grazie per l'infinito di complimenti. Un abbraccio anche a te e spero di rivederci presto :))

Gabrielle G. ha detto...

Ciao Cristiana :)) mi sa che abbiamo tutti nostalgia di lui. Chi glielo dice?

Giovy ha detto...

Sempre molto gustoso questo tuo "vecchio" racconto, cara Gabry, e lo si apprezza di più perché adesso L'Angolo è chiuso.
Sul Guardiano potrei aggiungere tante altre cose, ma - visto il legame che c'è fra noi - non è il caso.
Mi limiterò a dire che è una persona semplice, sempre col cuore in mano e, dati i tempi che corrono (in cui nessuno fa niente per niente) non saprei dire se è un pregio oppure un difetto.
Speriamo soltanto che gli torni la voglia di continuare ad allietarci con la sua ironia. Da parte mia mi adopererò per convincerlo... e voi?
Abbracci a te e ai tuoi lettori.

Guard. del Faro ha detto...

IL GUARDIANO DEL FARO

Io non amo il fragore del mondo,
il cicaleccio degli attaccabrighe
e le promesse dei ciarlatani,
perciò me ne sto appartato qui
su questa torre solitaria in pietra,
proprio a picco sul mare,
tra rocce brune e ciuffi di trifoglio,
mentre i pini s’inchinano al maestrale
e s’ode solo lo sciabordio dell’acqua.
E' questo il mio rifugio e la mia casa,
da qui posso toccare quasi il cielo,
parlare con le nuvole e i gabbiani,
avvolgermi nel manto della notte
e misurare a palmi l’infinito.
Ed in questo silenzio sovrumano
ricucio i lembi delle mie ferite;
punto lo sguardo verso l’orizzonte
e scruto il mare calmo o tempestoso,
ripensando ai viaggi mai compiuti
e aspettando una nave che non arriverà.

Nigel Davemport

[Grazie per il simpatico ricordo ;-)
Un abbraccio]

Gabrielle G. ha detto...

Che piacere Giovy! Anche se fosse anonimo il tuo commento ti riconoscerei.....
mi rallegra la tua visita e sono contenta che ti ha fatto piacere questa incursione nel passato, ti abbraccio:))

Gabrielle G. ha detto...

Uomo con il cuore in mano, sono contenta di rivederti. Quando metti l'ultimo punto ai lembi di questo cuore fai un fischio dal Faro...alzerò lo sguardo e ne parleremo.....un abbraccio Nigel :))

Nella Crosiglia ha detto...

Ecco Gabrille dove mi arrivava quel suono familiare leggendo le tue righe..dall'"Angolo del sorriso".....
Ecco perchè mi sentivo così attratta da questa maniera di scrivere così libertina e sagace da farmi sorridere..
E come potevo non iscrivermi, eccomi dei tuoi..
Vuoi ricambiare nei sarei felicissima!
Grazie e un bacio pre w/e!

Gabrielle G. ha detto...

Grazie Nella, con tanto piacere ricambio, abbraccione :)))